Capitolo 51 – Poesie

P. 320, Ukifune a Niou:
Se non esistesse altra cosa, dopo la vita così incerta di questo mondo, come sarebbe felice il nostro stato mortale!

P. 321, Niou a Ukifune:
Come posso sperare di ricalcare la via non battuta, attraverso questi monti sinuosi, se anche alla vostra porta, un così nero velo di lacrime cancella la strada?
Risposta:
Vorrei che la mia manica fosse abbastanza larga da arrestare le mie povere lacrime: allora potrei sperare di ritardare la partenza che temete.

P. 327, Kaoru a Ukifune:
Camminate leggera oltre il precipizio. Non temiate che il Ponte di Uji possa crollare, perché quanto il tempo dureranno quelle sue solide travi.
Risposta:
Siccome sono i precipizi, e nient’altro, che nel mondo dell’amore son perigliosi, come credere che possa reggere il Ponte di Uji?

P. 330, Niou:
O arancio che coroni questa isoletta, possa tu spandere le tue foglie fedeli, prima che il nostro amore si raffreddi.
Risposta:
Fedele da una primavera all’altra l’arancio può mantenere i suoi voti: ma dove sarà trascinata la Signora della Barca?

P. 332, Niou a Ukifune:
Dove i mucchi di neve eran più fondi, dove il ghiaccio cedeva sotto il mio piede, ho scovato il mio cammino: solo accanto a te mi sono smarrito.
Risposta:
Come pende nell’aria e svanisce, il fiocco di neve che il vento strappa verso il cielo dai mucchi della gelida riva, così finirò io la mia giornata.

P. 334, Niou a Ukifune:
Mentre aguzzo gli occhi attraverso il buio, le nubi che nascondono il tuo villaggio presto diventeranno invisibili, così fitta di pioggia è l’acqua.

P. 335, Kaoru a Ukifune:
Qui la pioggia incessante cancella il mondo oscurato. Nella remota Uji, a quale segno è salita la minaccia della piena?

P. 336, Ukifune:
Meriti bene il tuo nome (e chi potrebbe provarlo meglio della mia vita?) o villaggio presso il guado del fiume Uji che scorre attraverso lo Yamasciro [sic].

P. 336, Ukifune a Niou:
Stanca di vagare di cresta in cresta come le nuvole senza dimora, potessi anch’io dileguare nel turbine del cielo piovoso… Nessuna traccia di spuma segnerebbe il mio cammino.

P. 336, Ukifune a Kaoru:
Se altre piene straripino, non so. Ma il segno della piena delle mie lacrime, dimostra che per me il mondo è buio.

P. 346, Kaoru a Ukifune:
Avrei creduto più facile che il mare si sollevasse a coprire le cime degli alberi del monte!

P. 355, Niou:
Quale tetto mi occorre ora all’infuori di quello formato dalla piega della montagna incombente per provvedere a coloro che il mondo scansa?

P. 356, Ukifune:
Un atto basta per mettere fine a tutte queste mie miserie. Potessi pensare che le onde della morte ricopriranno la macchia che disonora il mio nome!

P. 357, Ukifune a Niou:
Non mi sgridare più, perché io dal mondo mi dileguo, anima e corpo, perché tu non possa dire che ad altri quel che t’appartiene fu dato.

P. 358, Ukifune alla madre:
Non qui, ma in un luogo non inquinato dai sogni e dai presagi del mondo, non dubitare, ci incontreremo!

P. 358, Ukifune:
Sia questo il vostro messaggio: che con gli ultimi rintocchi della campana, il mio dolore giunga al suo termine.

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