Capitolo 05 – Poesie

P. 118, monaca a Murasaki:
Non sapendo se ci sarà chi venga a nutrire la tenera foglia su cui si posa la goccia di rugiada esita a svanire nell’aria.
Shonagon a monaca:
O goccia di rugiada, certamente tu rimarrai finché la giovane foglia germogliante avrà mostrato come crescerà bella.

P. 122, Genji a monaca (riferito a Murasaki):
Da quando ho veduto sul tenero arbusto la verde foglia, la rugiada del desiderio non si è più inaridita sulla manica del viandante.
P. 123, risposta:
Chi non trascorreva che una notte sul rugiadoso giaciglio del viandante ben poco poteva sapere di coloro che hanno per sempre la loro casa sul freddo muschio della collina.

P. 124, Genji a prete:
Strappato al mio sogno dal nomade soffio della raffica montana, ho udito la cascata, e alla bellezza della sua musica ho pianto.
Risposta:
Allo scroscio del torrente dove ogni giorno colmo la mia tazza è difficile ch’io balzi d’ammirazione e di rapimento.

P. 125, Genji a prete:
Tornerò dagli uomini della Città e dirò loro di far presto, prima che il vento selvaggio, sorpassandoli veloce, scrolli questi fiori dal ramo del ciliegio.
Risposta:
Simile a che trova l’aloe in fiore, io non volgo più lo sguardo alle corolle del ciliegio di monte.

P. 126, eremita a Genji:
Sebbene di rado io apra i battenti di pino della mia cella montana, tuttavia stavolta ho veduto viso a viso quel fiore che a pochi nella vita è dato di vedere.

P. 126, Genji a monaca:
Ieri sera ho visto, purtroppo soltanto nel barlume del crepuscolo, l’adorabile fiore. Ma oggi un’odiosa nebbia l’ha celato completamente al mio sguardo.
Risposta:
Per sapere se veramente vi accora tanto di lasciare questo fiore, sorveglierò con occhi intenti i moti di questo cielo indistinto.

P. 130, Genji a monaca:
Con tutto il cuore ho cercato di lasciarla dietro le spalle, eppure non si è staccata da me nemmeno per un attimo – l’avvenenza di quel fiore di montagna!
Risposta:
Non più a lungo di quanto i fiori di ciliegio rimangano sul ramo lungo la spiaggia di Onoe dove soffiano raffiche selvagge – non più a lungo finora voi vi siete dimostrato costante!

P. 131, Genji a monaca:
Sono state le ombre della fonte alpestre a dirvi che il mio intento era soltanto un gioco?
Risposta:
Forse taluno che si è lasciato travolgere in quelle acque ne prova ora un pentimento amaro. Possano dirmi le ombre se sarà ancora una volta così.

P. 132, Genji a Fujitsubo:
Ora che finalmente ci siamo incontrati, potessimo per sempre svanire nel sogno che abbiamo sognato stanotte!
Risposta:
Se anche dovessi nascondermi nel buio del sonno eterno, la mia vergogna correrebbe il mondo di labbro in labbro.

P. 136, Genji a Murasaki:
Da quando ho udito la voce della giovane gru, la mia barca tende stranamente a rimanere impigliata tra i canneti!

P. 137, Genji pensando a Murasaki:
Quando la vedrò nella mia mano, la giovane erba della brughiera che spunta da radici di porpora?
(porpora = murasaki 紫, da qui il nome della bimba e lo pseudonimo dell’autrice)

P. 138, Genji a Shonagon:
Come alle onde che lambiscono la riva su cui crescono le giovani canne, anche a lui toccava di avanzare solo per poi retrocedere.

P. 141, Genji a una dama:
Al cancello della mia Sorella, pur se la nebbia del mattino chiude ancora tutto il mondo nel buio della notte, io non potevo a meno di fermarmi.
Risposta:
Se la siepe di nebbia che cinge questo posto vi dispiacesse davvero, non basterebbe uno sgangherato cancello di vimini a tenervi in istrada.

P. 146, Genji a Murasaki:
Quantunque non possa vedere le radici da cui rampolla, con quanta tenerezza amo questo suo germoglio – la rugiadosa pianta che alligna nella Landa Musashi.
Risposta:
Non so proprio perché ti è saltata in mente Musashi e non ci capisco nulla. Che pianta dici che è una mia parente?

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