Capitolo 41 – Poesie

P. 1020, Genji a Sochi no Miya:
Non cercare in questi luoghi l’allegrezza dell’anno: se n’è andata con colei che gioiva di lodare gli sfavillanti rami di primavera.
Risposta:
Non credere che io sia venuto in cerca di fiori comuni; sono qui, invece, per piangere la perdita di quell’unico, il cui profumo è svanito dall’aria.

P. 1023, Genji su Niou:
Lo sa il rosignolo del rosso susino che non è più qui a sentirlo colei che gli ha costruita la sua scintillante cantoria?

P. 1026, Chujo no Kimi (dama di Murasaki) a Genji:
In questo giorno dei giorni, quando si mette la pianta acquatica nel vaso su cui discende il Dio, potreste dimenticare il nome della ghirlanda?

P. 1027, Genji su Murasaki:
Vieni in cerca di colei che non è più, o cuculo,
che tra lo scrosciare della pioggia sei volato giù dal tuo monte?

P. 1028, risposta di Yugiri:
Cerca piuttosto nel tuo Buio Paese, o Cuculo, e dille che l’albero da lei piantato è in fiore.

P. 1029, Genji su Murasaki:
Tanto il mio cuore ha brama di colei che se n’è andata di là dal Monte della Morte, che non reggo nemmeno a posar l’occhio sulle tracce da lei lasciate.

P. 1029, Genji:
Andate, fogli ormai inutili, tutti macerati di lacrime, congiungetevi al fumo che, per i sentieri del cielo, è salito serpeggiando dalla sua pira ardente.

P. 1030, Genji a un anziano prete:
Chi nell’inverno può sapere se verrà la primavera? Non aspettare il fiore, prendi il ramoscello gemmato e cingilo al tuo capo.
Risposta:
Per null’altro ho pregato, se non perché ti fosse concesso di vedere mille maree di primavera, fintanto che la neve d’argento mi è fiorita sul capo.

P. 1031, Genji:
Mentre sull’attonito dolore ho lasciato scorrere via i giorni, ecco che adesso l’anno e la mia vita precipitano insieme verso il loro termine.

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