Capitolo 04 – Poesie

Il fiore di «yūgao»

Dalla traduzione di M.T. Orsi

P. 62, Yūgao a Genji:
A caso cerca
di indovinare chi sia,
il fiore di yūgao
che risplende alla luce
chiara della rugiada.

Risposta:
Solo avvicinandomi
potrò capire chi sia
quel fiore di yūgao
che ho appena intravisto
nella luce del crepuscolo.

P. 66, Genji a Chūjo (dama di compagnia di Rokujō)
– Anche se mi si può rimproverare
di andare in cerca di un nuovo fiore
appena sbocciato
pure mi è penoso passare oltre
senza cogliere il convolvolo del mattino.

Risposta:
– Da come vi allontanate
senza neppure attendere che si rischiari
la nebbia del mattino
si direbbe che il vostro cuore
non sia attratto dal fiore che è qui sbocciato.

P. 72, Genji a Yūgao:
Lasciandovi guidare
lungo la via che questi asceti
percorrono
non spezzate il nostro legame
neppure nelle vite future.

Risposta:
– Per chi conosce
il peso di legami stretti
nelle vite precedenti
quanto è difficile
avere fiducia nel futuro -.

P. 72, Genji a Yūgao:
In tempi lontani
altri si saranno smarriti
prima di me
per questa strada sul far dell’alba
che ancora non conoscevo.

Risposta:
– La luna che neppure conosce
la cima dei monti
verso i quali si sta avviando
sarà forse destinata a svanire
nel mezzo del cielo.

P. 74, Genji a Yūgao:
– È per via di quel fortuito incontro
lungo il cammino
che il volto del fiore
si apre ora
alla rugiada della sera.

Risposta:
– La rugiada
sul fiore di yūgao
che mi era apparsa splendente
era forse solo un’illusione
della luce del crepuscolo.

P. 86, Genji a Ukon (dama di compagnia di Yūgao):
Queste nuvole
sono forse il fumo in cui è svanita
colei che ho amato
e perciò quando le guardo
il cielo del crepuscolo mi è più caro.

P. 86, Utsusemi a Genji:
Mentre il tempo passa
senza che vi chiediate
il perché del mio silenzio
potete immaginare
quanto mi stia tormentando?

Risposta:
Che il nostro incontro
fosse effimero come la spoglia
della cicala, lo sapevo
ma la mia vita dipende
dalle vostre parole.

P. 87, Genji a Nokiba no Ogi:
Se non mi fossi legato
sia pure per un breve istante
al giunco della gronda
con quale pretesto potrei ora
rivolgergli parole di rammarico?

Risposta:
Al soffio del vento
che suggerisce ricordi
languono
le foglie del giungo
toccate dalla brina.

P. 88, Genji pensando a Yūgao:
La cintura della veste
che piangendo
ho oggi allacciato
in quale mondo
potrò mai scioglierla?

P. 89, Genji a Utsusemi:
La conservavo come ricordo
fino al nostro prossimo incontro
ma nel frattempo
le mie lacrime
hanno consumato le lacrime.

Risposta:
Ora che anche le ali
della cicala sono cadute
mi viene restituita
la veste estiva e non mi resta
che piangere.

P. 89, Genji:
Colei che se ne è andata per sempre
e l’altra che oggi mi ha lasciato
lungo due vie diverse
che non so dove le condurranno
nel crepuscolo d’autunno.

Dalla traduzione di A. Motti

P. 76, Yūgao a Genji:
Il fiore che guardavate perplesso non era che lo Yugao, strano oltre ogni dire nella sua veste di scintillante rugiada.
Risposta:
Potessi solo vederli più da vicino, non mi lascerebbero più perplesso – quei fiori di cui ho avuto una visione troppo confusa nel calar delle tenebre.

P. 81, Genji a un’ancella di Rōkūjo:
Non vorrei apparire uno sventato che vaga di fiore in fiore, ma come gradirei di cogliere questo pallido convolvolo del mattino!

P. 88, Genji a Yūgao:
Possa esser vero questo presagio cantato dal pellegrino: che anche nelle vite future il nostro amore durerà immutato.
Risposta:
Tanto dolore ho conosciuto in questo mondo, che ho ben poca speranza nei mondi a venire.

P. 88, Yūgao a Genji:
Io sono come la luna che cammina nel cielo ignara delle minacce che le possono riserbare le crudeli colline; per quanto alta essa navighi, a un tratto la sua luce può essere cancellata.

P. 106 Ustusemi a Genji:
Io non ho chiesto vostre notizie e voi non avete chiesto perché tacevo; così passavano i giorni e io rimanevo in pena e sgomenta.
Risposta:
Di questa vita, fragile come il guscio dell’utsusemi, già ero stanco, quando mi è giunta la vostra parola, e mi ha dato la forza di sopravvivere.

P. 107, Genji a Nokiba no Ogi:
Se non avessi raccolto una volta per il mio cuscino una manciata del muschio che cresce sulle grondaie questo mio messaggio non avrebbe nemmeno un pretesto lieve come una goccia di rugiada.
Risposta:
La lieve brezza del vostro favore, che ha soffiato per un solo momento, ha dolorosamente mezzo congelato l’esile muschio delle grondaie.

P. 109, Genji:
Questa cintura che oggi annodo lacrimando, ci sarà mai dato di scioglierla in una nuova vita?

P. 110, Utsusemi a Genji:
Che alla mutata cicala voi restituiate la sua spoglia estiva mostra che voi pure siete mutato, e molto se ne affligge il cuore di un insetto.

P. 110, Genji:
Ora come un viandante che invano ha tentato due strade
me ne sto incerto sul crocevia di queste due tetre stagioni.

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Poesie dal Capitolo 3

Capitolo 4

Poesie dal Capitolo 5

19/7/2021: aggiornato con le citazioni dalla traduzione di M.T. Orsi.

Commenti

3 risposte a “Capitolo 04 – Poesie”

  1. Avatar Francesca
    Francesca

    Ciao, ho trovato il tuo blog da un po’ e piano piano lo sto leggendo tutto.
    Ti ringrazio per questo enorme lavoro che hai fatto: è magnifico.
    Ho letto che hai acquistato la versione della prof. Orsi, e vorrei chiederti un favore, se possibile.
    Mi rendo conto di farti una richiesta particolare, ma è che… dopo lunga attesa, non posso permettermi ancora quella versione: per il momento per le mie finanze costa troppo (anche se credo li valga tutti).
    La domanda è: questa frase “心あてにそれかとぞ見る白露の光そへたる夕顔の花”, che è una di quelle simbolo del romanzo, sarie curiosa di sapere come l’ha tradotta la professoressa Orsi, dato che ci sono versioni piuttosto discordanti in giro e mi fiderei ciecamente solo della sua.
    Grazie in anticipo se vorrai rispondermi… ma anche per tutto quanto il resto.
    A presto,
    Francesca

    1. Avatar Elena

      Ciao Francesca,
      e innanzitutto grazie tante per le belle parole.
      Purtroppo al momento non posso aiutarti, sono in Giappone fino a settembre e non ho il volume con me, ma mi annoto la tua richiesta e mi riprometto di risponderti appena tornerò in Italia. Avevo già in mente di aggiungere anche la traduzione della professoressa Orsi per i waka, ma per ora il progetto è in stand-by fino al mio ritorno.
      Scusami ancora e a presto,
      Elena

      1. Avatar Francesca
        Francesca

        Ciao Elena, perdonami ma non sono riuscita a risponderti prima.
        Ti ringrazio tanto per la gentilezza, non sapevo fossi in Giappone altrimenti non avrei chiesto.
        Ti auguro di passare un bel soggiorno e ti ringrazio ancora. =)
        Francesca

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