Capitolo 14 – Poesie

P. 388, Genji alla balia che invia ad Akashi:
Deve proprio quest’unico momento di addio essere stato il compendio di tutta la nostra amicizia, se questa separazione ci pare adesso il distacco di due intimi amici?

P. 403, Dama di Akashi a Genji:
Ahimè, voi non venite dalla piccola gru che vi invoca di tra le innumerevoli isole dell’oceano, sebbene il Cinquantesimo Giorno sia arrivato.

P. 403, Murasaki tra sé e sé:
Lungi da me ti sei spinto come quelle barche partite dalla riva di Mikuma, che ora volgono sul lontano orizzonte.

P. 405, Dama del Villaggio dei Fiori Caduchi a Genji:
Oserò accogliervi in una casa tanto in abbandono che perfino i timidi uccelli acquatici la considerano il loro nido?
Risposta:
Se il grido dell’uccello acquatico vi fa sempre accorrere con tanta prontezza alla vostra porta, deve pur esserci un visitatore che vi è gradito accogliere.

P. 410, Genji a Koremitsu:
Che questo Dio mi abbia salvato dai flutti selvaggi il cui impeto aveva stravolto in mio cammino, non lo potrò mai dimenticare.

P. 411, Genji a Dama di Akashi:
Della sorte del nostro amore, del suo risalire ancora una volta al suo pieno flutto, quale migliore presagio che l’esserci per caso incontrati presso la scala delle maree sulla riva?
Risposta:
Come mai per la più bassa di coloro che sostano come pellegrini in questa città voi provate un amore così alto sulla scala delle maree del vostro cuore?

P. 417, Genji ad Akikonomu:
Vedo una casa in lutto; fosche procelle la minacciano, e alto tra le nubi pende uno spettro con ala inquieta.
Risposta:
Ah, se come le falde di neve quando sono stanche di precipitare potessi anch’io lasciarmi cadere sulla terra e finire i miei giorni!

Poesie dal Capitolo 13

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Poesie dal Capitolo 15

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